IL BACINO DELL'ESINO

Il bacino fluviale dell'Esino è il più grande della regione marchigiana (kmq. 1300) dopo quello del Metauro ed è più di ogni altro ricco di abbazie. Della Vallesina si può dire che «la sua posizione centrale, rispetto a tutto il territorio (regionale), non sarebbe motivo sufficiente a rendere questa la più importante vallata della regione se la storia non avesse ripetutamente fatto coincidere con l'Esino il confine geografico tra aree diverse». Il fiume, che dopo Matelica ha un decorso parallelo alla dorsale appenninica, in prossimità della gola della Rossa si piega a gomito e assume una direzione perpendicolare alla dorsale stessa e alla costa. Presso Albacina riceve le acque del Giano, che tocca Fabriano; presso Frasassi riceve quelle del Sentino, suo maggiore affluente, che nasce in Umbria presso Scheggià, lambisce i contrafforti meridionali del massiccio del Catria e fiancheggia Sassoferrato; presso Angeli di Rosora riceve quelle dell'Esinante, nato dai contrafforti del S. Vicino. « Tanto il Sentina a Scheggia e a Frasassi, che l'Esino nella Gola della Rossa, hanno creato con l'azione lenta ma costante dei millenni, formazioni a canyon spettacolari (...) universalmente note »;  non prive di fascino anche le forre presenti in vallate montane. La vegetazione spontanea è molto estesa nell'alta Vallesina e si infittisce con l'aumentare dell'altitudine, passando dai querceti ai faggeti. La bassa Vallesina fino al sec. XV era largamente coperta da boschi e foreste di querce di vario tipo. Un importante diverticolo della Flaminia, originatosi presso Fossato, attraversava tutto il bacino idrografico fino al mare. Per le valli dell'Esino e del Musone si procederà dall' Appennino al mare dovendosi concludere l'indagine con un accenno al promontorio del Conero. Nel bacino idrografico dell'Esino sorgevano ben diciannove abbazie.